Cura dell'osteoporosi


Introduzione



Terapia

L'osteoporosi è una vera e propria malattia dell'osso, e come tale va curata. Da molti anni, sono disponibili farmaci efficaci nell'arrestare la progressione della malattia e nel ridurre il rischio di fratture.
In questa pagina, parleremo sinteticamente dei principali farmaci.
Ma una premessa è d'obbligo. Normalmente, noi della LIOS non parliamo volentieri dei farmaci. Non vogliamo tirarci indietro su un argomento che suscita tanto interesse nei malati, e che in effetti è l'oggetto di infinite richieste di informazione e di chiarimento, ma riteniamo che - almeno in linea di principio - i farmaci debbano essere "presentati" e prescritti dal medico, e non, come a volte accade, richiesti dal paziente sulla base del "sentito dire" o di un articolo di giornale.
Tra l'altro, nessuno deve aspettarsi miracoli. I farmaci sono solo sostanze chimiche, naturali o artificiali, che hanno certi effetti sull'organismo. Ci vuole una preparazione "medica" per poter veramente capire come essi agiscono nell'organismo umano e quando è utile (o magari necessario) usarli, e per dire come vanno usati. A parte i cosiddetti "prodotti da banco" (che comunque vanno sempre presi secondo le regole del foglietto di accompagnamento), i farmaci vanno sempre usati seguendo attentamente le indicazioni del medico. I farmaci usati a sproposito e senza rispettare le regole sono in genere inutili (il che si traduce in uno spreco), e in presenza di controindicazioni possono anche essere dannosi.
Va anche sottolineato che non esiste una terapia che va bene a priori per tutti i pazienti. Anche per l'osteoporosi la scelta di un farmaco invece di un altro deve essere fatta sulla base di una valutazione generale del paziente, del suo stato di salute, delle sue abitudini di vita, di eventuali altre terapie in corso e di altri elementi che il medico valuterà insieme con il paziente.

Detto questo, è parte degli impegni istituzionali della LIOS fornire informazioni chiare, semplici e scientificamente precise su tutto ciò che riguarda l'osteoporosi e le malattie metaboliche dell'osso, e quindi è necessario dedicare anche il giusto spazio ai farmaci.
È molto importante, infatti, che tutti abbiano una conoscenza di base di quello che i farmaci fanno o non fanno, perché solo in questo modo si può capire il significato di una terapia e l'importanza di seguirla correttamente (e questo vale non solo per la cura dell'osteoporosi!).

Per prima cosa, bisogna aver ben chiare due cose importantissime:

  1. si deve assumere regolarmente la terapia, secondo le prescrizioni del medico (p.es.una pillola ogni settimana, una bustina ogni sera)
  2. non si deve interrompere la cura arbitrariamente prima del tempo. Anche la durata deve essere indicata dal medico. In particolare, occorre sapere che la maggior parte dei farmaci contro l'osteoporosi dovrà essere assunta per diversi anni.

Non rispettare queste due regole fondamentali può vanificare tutti gli effetti terapeutici di un farmaco.
L'unica eccezione a queste regole è la seguente: se si riscontrano effetti collaterali o reazioni impreviste assumendo un certo farmaco (e questo vale per qualunque farmaco, non solo per quelli contro l'osteoporosi), non si devono prendere ulteriori dosi e si deve parlare immediatamente con il medico descrivendo accuratamente che cosa è successo.

Veniamo ora ai farmaci attualmente disponibili contro l'osteoporosi:
- , farmaci utilizzabili solo dalle donne; tipicamente costituiscono la terapia ormonale sostitutiva (TOS) dopo la menopausa.
- , prodotti simili agli estrogeni, sempre utilizzabili solo dalle donne, ma che a differenza degli estrogeni hanno effetti limitati all'osso (nessuna azione su utero e mammella): il primo SERM utilizzato specificamente per l'osteoporosi è il raloxifene.
- , farmaci capaci di ridurre il riassorbimento osseo, utilizzabili da donne e uomini. I più usati nelle forme comuni di osteoporosi sono alendronato, risedronato, ibandronato (per bocca); clodronato (per iniezione); ibandronato (per infusione endovenosa, una volta ogni tre mesi, solo in ospedale); zoledronato (per infusione endovenosa una volta all'anno, solo in ospedale). Esistono molti altri bisfosfonati (p.es. pamidronato, neridronato, ecc.), utilizzati principalmente per altre malattie del metabolismo osseo, come l'osteogenesi imperfetta o il morbo di Paget osseo.
- farmaco "a doppia azione" sull'osso, capace sia di rallentare il riassorbimento osseo, sia di stimolare la formazione.
- , sono i primi farmaci capaci di stimolare specificamente la formazione di osso.
- , un nuovo "farmaco biologico" che blocca il principale sistema di attivazione deli osteoclasti, riducendo il riassorbimento osseo.
- , ormone normalmente prodotto dalla tiroide, che si prende come "spray" nasale. È stato uno dei primi farmaci anti-osteoporosi, ma oggi è raramente usato.
- (calcifediolo, calcitriolo, alfa-calcidolo), sostanze con azione ormonale, capaci di favorire l'assorbimento del calcio nell'intestino e la corretta mineralizzazione dell'osso

I primi tre gruppi comprendono sostanze chimicamente molto diverse, che però in qualche modo agiscono sull'osso in modo simile. In pratica, agiscono sul processo di riducendo l'attività degli osteoclasti e il riassorbimento osseo. Ricorderete che l'osso si distrugge (riassorbimento) e si rigenera (neodeposizione) continuamente. Il problema dell'osteoporosi è che per qualche motivo si riassorbe più osso di quanto se ne riesce a ricostruire. Tutti questi farmaci, rallentando la distruzione, riportano i due processi verso l'equilibrio: ecco perché riescono in genere a rallentare o anche bloccare l'evoluzione della malattia.
Il ranelato di stronzio è nato dall'osservazione che lo stronzio è un elemento per molti aspetti simile al calcio: si assorbe nell'intestino come il calcio e si fissa nell'osso come il calcio. Il ranelato di stronzio agisce sul processo di in due modi: sia riducendo il riassorbimento, sia stimolando la formazione di osso nuovo.
L'ormone paratiroideo o paratormone è l'ormone "ipercalcemizzante" prodotto dalle paratiroidi, e il teriparatide è il suo "frammento attivo": si tratta di farmaci estremamente potenti e delicati da usare, prescrivibili solo da parte di centri specialistici autorizzati. Si usano solo in casi particolari e per brevi cicli di cura.
Infine, la vitamina D e i suoi derivati attivi sono farmaci "coadiuvanti", che agiscono contro l'osteoporosi soprattutto facilitando l'assorbimento di calcio nell'intestino e favorendo la mineralizzazione ossea. Sono essenziali in tutte le carenze di vitamina D (molto più comuni di quanto si pensi), e particolarmente nelle persone anziane.

Una nota finale...
Va sempre tenuto presente che un normale richiede necessariamente la giusta disponibilità di . Tutti questi farmaci possono agire in modo ottimale solo se il paziente assume regolarmente la per la sua età. Chi non può assumere sufficiente calcio con la dieta può utilizzare uno dei molti "integratori di calcio" (vedi sotto), che in molti casi contengono anche piccole dosi di vitamina D.

Ci sembra superfluo sottolineare a questo punto che tutti i farmaci contro l'osteoporosi devono essere usati solo su prescrizione medica, e che il "fai da te" è vivamente sconsigliato.

Gli integratori di calcio
Anche se non si tratta di farmaci in senso stretto, è bene accennare, sotto il capitolo "terapia", anche agli integratori a base di calcio, con o senza vitamina D, che per molte persone, soprattutto anziane, costituiscono un obbligatorio complemento della terapia farmacologica.
Alcuni integratori sono prodotti da banco, altri richiedono la ricetta medica. Ne esistono in forma di compresse, bustine, pastiglie effervescenti. Sono utili, o addirittura essenziali, quando la dieta quotidiana non può fornire il calcio necessario, p.es. in chi non vuole o non può mangiare latte e latticini.
Sono "integratori", cioè sostanze aggiuntive, usate per completare l'alimentazione quotidiana quando essa contiene troppo poco calcio. Quindi, è inutile prendere un integratore di calcio il giorno che si è mangiato un etto di parmigiano. Senza diventare fanatici dei milligrammi, l'ideale sarebbe fare una valutazione del calcio assunto con i cibi, e poi prendere la dose mancante attraverso un integratore. Un giorno si dovrà prendere l'intera bustina o compressa, un altro giorno ne potrà bastare mezza, un altro giorno ancora l'integratore non sarà necessario. Troppo poco calcio non va bene, ma troppo calcio è inutile.
Alcune persone hanno disturbi (gonfiore, flatulenza, mal di pancia) con gli integratori di calcio: il consiglio migliore per minimizzare i disturbi è di frazionare la dose in due o tre parti, e di assumerla durante i pasti. Si può anche provare a cambiare prodotto, perché i diversi sali di calcio (p.es. calcio carbonato, calcio citrato) possono essere più o meno tollerati.
Per quanto riguarda gli integratori di calcio contenenti anche vitamina D, le dosi di vitamina contenute sono di tutta sicurezza. Tuttavia, chi già usa un "derivato attivo" della vitamina D su prescrizione medica, per evitare sovradosaggi, dovrebbe scegliere integratori di calcio privi di vitamina D.

Un ultimo punto: chi usa integratori di sali minerali e vitamine non prescritti dal medico (molti sono in vendita libera in negozi specializzati, nelle erboristerie e anche nei supermercati) è bene che controlli - leggendo attentamente le etichette - di non assumere le stesse sostanze (es. calcio o vitamina D) da fonti diverse, per evitare di assumere dosi eccessive.