Cura dell'osteoporosi




Vitamina D

La vitamina D

La vitamina D è necessaria sia per assicurare un buon assorbimento di calcio nell'intestino, sia per la corretta mineralizzazione dell'osso.

Una carenza di vitamina D, frequente molti anni fa specie nei paesi nordici, che per molti mesi all'anno hanno poco o niente sole, portava a una caratteristica malattia dell'infanzia, il rachitismo. Si tratta di una malattia in cui l'osso, poco mineralizzato, andava incontro a tipiche deformità. Nell'adulto, la carenza di vitamina D determina una malattia simile, chiamata osteomalacia. Si tratta fortunatamente di condizioni oggi molto rare.

Un po' di vitamina D si trova negli alimenti (soprattutto pesci grassi come aringhe, sgombri, salmone, sardine: è soprattutto abbondante nel famoso olio di fegato di merluzzo). In certi paesi viene normalmente aggiunta al latte e agli alimenti per l'infanzia. Ma per la maggior parte essa viene sintetizzata direttamente nella nostra pelle per azione dei raggi ultravioletti B della luce solare (raggi UVB) su una sostanza chiamata 7-deidro-colesterolo. La vitamina D è l'unica vitamina che siamo capaci di produrre in proprio, ma in caso di necessità può essere somministrata come "supplemento" (alla dose di 400-600 U.I. al giorno).

Alle nostre latitudini, una persona sana che nella bella stagione passa ogni giorno almeno un'ora all'aria aperta, con un po' di pelle scoperta (viso, mani, braccia, magari le gambe) non dovrebbe preoccuparsi di una carenza di vitamina D. La sua pelle ne produrrà abbastanza da coprire il fabbisogno. Tra l'altro, non è necessario il sole diretto, basta la luce solare (purché si stia all'aperto, perché i raggi UVB non passano attraverso i vetri).
La vitamina D prodotta, trasportata dal sangue, si accumula nel tessuto adiposo. Nel periodo estivo, quando in genere si prende un po' più sole, si produce una maggior quantità di vitamina D, che poi diventa una riserva anche per i mesi invernali. Solo chi vive sempre in casa o chi (come spesso fanno gli anziani) tende a essere sempre molto coperto, farà bene - dopo aver sentito il medico - a prendere qualche supplemento di vitamina D.

La vitamina D che produciamo nella pelle (chiamata anche colecalciferolo) o quella che assumiamo con gli alimenti (sostanze analoghe anche se, come struttura chimica, leggermente diverse) è solo la base delle sostanze che effettivamente agiranno nel nostro corpo.
A partire da questa base sono infatti prodotti, in due passi successivi, i cosiddetti metaboliti attivi della vitamina D. Il primo passo avviene nel fegato e trasforma la vitamina D "nativa" (colecalciferolo) in 25-idrossi vitamina D (detta anche 25-OH vitamina D o calcifediolo), e il passo successivo avviene nel rene, e trasforma il calcifediolo in 1,25-diidrossi vitamina D (detta anche 1,25-(OH)2 vitamina D o calcitriolo), un vero e proprio ormone. Questi "metaboliti attivi" della vitamina D circolano con il sangue e facilitano l'assorbimento intestinale del calcio: se manca la vitamina D non si riesce ad assorbirne una quantità sufficiente. Sono anche importanti, per un complicato "gioco di squadra" con il paratormone, nella , e inoltre sono importanti per una corretta mineralizzazione dell'osso.
Nell'insufficienza epatica o renale questi passi metabolici possono essere compromessi, ma oggi si può intervenire somministrando direttamente i metaboliti attivi, oggi disponibili come farmaci. A volte, anche negli anziani che necessitano di vitamina D, si preferisce prescrivere i metaboliti attivi (oltre a calcifediolo e calcitriolo, un altro metabolita disponibile come farmaco è l'1-alfa-calcidolo).

Nota importante: bisogna sempre seguire i consigli del medico perché la vitamina D presa in dose eccessiva si accumula nell'organismo e può fare male. A questo proposito, chi usa abitualmente integratori alimentari e supplementi vitaminici in libera vendita, deve accertarsi di non prendere vitamina D da più fonti diverse contemporaneamente.

UN'ULTIMA INFORMAZIONE: abbiamo già detto che molti anziani, e persone che non stanno mai all'aperto nelle ore di luce, possono avere carenze di vitamina D.
Nel dubbio, è possibile misurare il livello di 25-OH vitamina D nel sangue. Esso dà un'idea precisa delle riserve disponibili: se è inferiore ai 20 ng/ml è indicato un supplemento di vitamina D.