Il nostro scheletro

Contrariamente alle apparenze, anche il nostro scheletro, con le sue 203-206 ossa fra grandi e piccole, è una parte “viva” del nostro corpo. Basta osservare i cambiamenti che esso subisce nel corso della vita.
Dalla nascita fino ai vent’anni circa lo scheletro cresce e si sviluppa. Le ossa aumentano di peso e di volume mentre assumono la loro forma adulta definitiva. La massa ossea aumenta.
Alla fase di crescita segue una fase di consolidamento, che può arrivare fino ai 25-30 anni di età. Lo scheletro, senza più crescere, si irrobustisce ulteriormente raggiungendo il cosiddetto picco di massa ossea, cioé il livello massimo di contenuto di minerali (sali di calcio) (per capire meglio questo punto, vedi la pagina sul tessuto osseo).
Più avanti, anche l’osso perderà lo smalto della giovinezza, e inizierà una lenta perdita di minerali scheletrici.

Se il punto di partenza era un picco di massa ossea elevato, e se si prendono le corrette misure di prevenzione, si potrà arrivare a tarda età mantenendo una massa ossea nei limiti della norma. Se invece si scende al di sotto di questi limiti, si ha la cosiddetta osteopenia (carenza ossea). E se si scende ancora più in basso si può arrivare al livello dell’osteoporosi (porosità ossea), che implica un aumentato rischio di fratture.
Le donne, ad ogni età, hanno un valore di massa ossea inferiore a quello degli uomini. E questo è uno dei motivi per cui esse sono più degli uomini a rischio di osteoporosi.

Diversi tipi di ossa
Le ossa sono di varie forme e dimensioni, e ogni osso è modellato in rapporto alla sua funzione specifica. Le ossa si classificano in tre gruppi: ossa piatte, ossa lunghe e ossa corte.
Facciamo solo qualche esempio.
Le ossa del cranio sono ossa piatte, saldamente unite fra loro per racchiudere e proteggere organi essenziali come il cervello e il cervelletto. Le ossa degli arti sono ossa lunghe, di forma cilindrica, con speciali protuberanze per l’ancoraggio dei tendini (e tramite essi, dei muscoli). Le ossa del polso sono ossa corte, articolate fra loro in modo da permettere l’estrema mobilità della mano rispetto all’avambraccio. Anche le 33 vertebre che compongono la colonna vertebrale, e che, incastrate una sull’altra, costituiscono l’asse portante del nostro corpo, sono ossa corte.

ConsigliLe ossa sono tutte connesse fra loro, e queste connessioni sono dette articolazioni. Ci sono articolazioni fisse (p.es. quelle che tengono assieme le ossa del cranio o del bacino), che non permettono il movimento reciproco delle ossa, e articolazioni mobili (p.es. mandibola, spalla, gomito, polso, dita, anca, ginocchio,…), in cui le ossa sono più o meno libere di muoversi e sono mantenute in posizione da robusti legamenti fibrosi. Nelle articolazioni mobili, le ossa hanno superfici di contatto reciproco rivestite di cartilagine per minimizzare gli attriti. Lo spazio fra le ossa (cavità articolare) è delimitato da una capsula di tessuto connettivo (capsula articolare), la cui membrana interna secerne il “liquido sinoviale” che bagna, lubrificandole, le cartilagini articolari. Il movimento reciproco delle ossa a livello delle articolazioni è dovuto alla contrazione (o, viceversa, al rilassamento) dei muscoli, ancorati alle ossa attraverso i tendini. Le articolazioni sono costruite in modo da permettere uno o più tipi di movimenti: per esempio la spalla e l’anca hanno una mobilità molto maggiore di gomito o ginocchio, che permettono solo un unico movimento (flessione-estensione). Articolazioni complesse, formate da più ossa, come il polso o la caviglia, permettono la più ampia gamma di movimenti (flessione-estensione, rotazione, movimenti laterali).

Qui sopra è rappresentata (in sezione laterale) l’articolazione del ginocchio: in giallo intenso le ossa, in bianco la cavità articolare, in grigio-azzurro le cartilagini articolari, i legamenti e i tendini.

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